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Kosice

21/03/14 Slovacchia # , , , ,

A spasso per Kosice

A spasso per Kosice

Ci sono città che conosciamo solo per cultura generale. Nel mio caso, penso a Bratislava, Oslo o molte cittadine svizzere e italiane. Luoghi che sappiamo che esistono e che potremmo pure indicare su una cartina, ma di cui non sappiamo praticamente nulla. Di solito però, una città arriva alle nostre orecchie prima ancora che ai nostri occhi per qualche suo monumento, per le sue tradizioni o per qualche fatto importante che ha avuto luogo lì.

 

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Kosice faceva parte del primo gruppo, poi, dal 1998, è entrata di diritto nel secondo. Situata nel sud est della Slovacchia, è stata testimone della prima clamorosa vittoria europea della mia squadra di hockey, quell’HC Ambrì-Piotta che alla fine del secolo scorso ha saputo mettere le mani su addirittura tre coppe europee. E tutto questo nonostante non sia riuscito a vincere nemmeno una volta il titolo nazionale nei suoi 77 anni di vita. Stranezze dello sport. Ma torniamo in Slovacchia, con i suoi 240’000 abitanti, Kosice è la seconda città del paese e al momento di saltare sul treno qualche weekend fa della città non sapevo molto di più. Se essere stata sede di un evento sportivo quasi 16 anni fa non è forse motivo sufficiente per andare a visitarla, il fatto di trovarsi a poche ore da Eger mi ha convinto a dedicarle un paio di giorni.

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Adesso, se penso a Košice, ricordo l’eleganza e i colori della via principale. Ricordo un’infinità di scalini e corridoi oscuri. Merda di piccione, piume e polvere in alto, solo polvere e oscurità sottoterra. Adesso, Košice è legata per sempre a Trebišov perché le ho conosciute assieme.

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Nel 2013 Kosice è stata Capitale europea della Cultura

La via centrale ha una particolare forma di canoa, le strette estremità si allargano per fare posto al monumento principe della città, la cattedrale di Santa Elisabetta. Davanti alla cattedrale si trova il teatro e tutt’attorno il viaggiatore è colpito a un mix di storia e modernità: il primo piano delle case appartenenti alla borghesia locale ha mantenuto il suo aspetto originale, mentre che a pianterreno i negozi alla moda attirano i turisti.

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Tutte le visite della città iniziano o finiscono alle porte della più grande catterale gotica della nazione. Non si scappa. Grazie a contatti di Ján, il mio host, abbiamo potuto visitare fino all’ultimo angolino del tempio.  Nella cripta dello stesso è sepolto Ferenc Rákóczy – eroe nazionale ungherese – che ha combattuto contro gli Asburgo all’inizio del XVIII secolo. Dalla cripta alla cima della torre, è stata solo questione di scalini, molti scalini. Da qui si può vedere perfettamente la forma originale della strada e le colline che circondano Košice e formano una periferia di grandi blocchi di cemento in perfetto stile comunista.

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L’anno scorso Košice si è spartita con Marsiglia il ruolo di Capitale europea della cultura e grazie ai finanziamenti ricevuti ha rispolverato il suo centro storico come meglio non avrebbe potuto. Ma andiamo avanti con la visita. Acanto alla cattedrale troviamo un altro gioello architettonico, la cappella di San Michele. Ancora una volta Couchsurfing mi ha permesso di arrivare dove il turista non arriva, in questo caso alle catacombe della cappella, luogo che mi sento di sconsigliare ai claustrofobici.

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Sempre in centro, ma nascosta tra i vecchi edifici di Košice, c’è un’altra importante via cittadina, quella degli artigiani. Al giorno d’oggi solo un paio di locali vanno avanti a produrre artiginato come in passato, il resto è occupato da bar e piccoli caffè. Per non dimenticare le tradizioni, in terra, alcuni dischetti d’argento suggeriscono al forastiero cosa si lavorava nei vari negozietti.

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Košice è stata senz’altro una bella scoperta, sono uscito di casa senza grandi aspettative e sono tornato positivamente sopreso d’aver conosciuto una città molto interessante. Ma, come ho già detto, la trasferta è stata un successo soprattutto grazie alle persone che ho conosciuto in Slovacchia: Ján, Jaros, Betty, Dzugy e Karolina. Couchsurfers, neo Couchsurfers, genitori di Couchsurfers,… ho visitato monumenti, è vero, ma sono tornato anche con una triste fotografia sociale della comunità zingara e allo stesso tempo mi sono potuto avvicinare moltissimo alla storia di quel 10% della popolazione slovacca dimenticata dal governo: quegli ungheresi che dopo la Prima Guerra Mondiale si ritrovarono in un paese che non era più il loro. Gente attraversata da una frontiera, insomma.

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20/02/14 Europa , Ungheria # , , , , , , , , , ,

Come muoversi in Ungheria (e dintorni). Info pratiche

Come muoversi in Ungheria (e dintorni). Info pratiche

Questo post pratico sarà un po’ diverso dagli altri. Prima di tutto, a causa della mia “base”, Eger. Visto che non è né conosciuta né frequentata quanto Budapest, cercherò di completare le informazioni di viaggio sia partendo da Eger sia dalla capitale. Il secondo motivo che rende questo post differente è la semplicità delle mie escursioni (e di quasi tutte). Niente più complicati zigzag come succedeva l’anno scorso in terra centroamericana. Continua a leggere

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