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Couchsurfing

06/11/16 Asia , Iran # , , , , , , , , ,

Iran: info e spese

Iran: info e spese

Budget per viaggiare in Iran

Nei 28 giorni che sono stato in Iran ho speso 94 euro (3.765.000 rial). Circa 3 euro al giorno suddivisi in questo modo… 

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07/10/16 Altre dritte # , , , ,

Come dormire gratis in viaggio

Come dormire gratis in viaggio

Workaway e HelpX

L’alloggio è senza dubbio uno dei costi maggiori di un viaggio. In Paesi come gli Stati Uniti, la Svizzera o gli Emirati Arabi, trovare un ostello economico può trasformarsi in un vero incubo. Ma non tutto è perduto, perché oltre alle sistemazioni classiche, esistono diverse alternative che permettono di risparmiare sull’alloggio. Continua a leggere

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26/11/15 Armenia , Asia , Europa # , , , , ,

Armenia: info e spese

Armenia: info e spese

Budget per viaggiare in Armenia

Negli 11 giorni che ho trascorso in Armenia ho speso 43 euro (22’410 AMD). Circa 4 euro ripartiti in questo modo… 

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16/11/15 Asia , Europa , Georgia # , , , , ,

Georgia: info e spese

Georgia: info e spese

Budget per viaggiare in Georgia

Nei 14 giorni che sono stato in Georgia ho speso 88 euro (242 GEL). Circa 6 euro al giorno suddivisi in questo modo… 

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21/10/15 Asia , Europa , Turchia # , , , , , ,

Turchia: info e spese

Turchia: info e spese

Budget per viaggiare in Turchia

Nei 19 giorni che ho trascorso in Turchia ho speso 75 euro (254 TRY). Circa 4 euro al giorno, così suddivisi…

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19/10/15 Asia , Europa , Russia # , , , , , ,

Russia: info e spese

Russia: info e spese

Budget per viaggiare in Russia

Nei 25 giorni che ho trascorso in Russia ho speso circa 300 euro (più  120 euro di visto) ripartiti in questo modo… 

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20/10/14 Libreria da viaggio # ,

In viaggio sul sofà

In viaggio sul sofà

E fu in quel momento che capii. Il Couchsurfing funziona in modo molto semplice: basta fidarsi. Si può “scegliere” chi ospitare in base al profilo e ai primi contatti via web, certo, ma di fondo il nodo rimane una fiducia cieca nei confonti del genere umano, nonostante tutto ciò che si vede e si sente quotidianamente nel mondo.
Davide Moroni

Couchsurfing, ecco la prima guida cartacea non ufficiale sul tema

Quest’estate sono venuto a sapere che era appena uscito un libro su Couchsurfing. Continua a leggere

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21/03/14 Slovacchia # , , , ,

A spasso per Kosice

A spasso per Kosice

Ci sono città che conosciamo solo per cultura generale. Nel mio caso, penso a Bratislava, Oslo o molte cittadine svizzere e italiane. Luoghi che sappiamo che esistono e che potremmo pure indicare su una cartina, ma di cui non sappiamo praticamente nulla. Di solito però, una città arriva alle nostre orecchie prima ancora che ai nostri occhi per qualche suo monumento, per le sue tradizioni o per qualche fatto importante che ha avuto luogo lì.

 

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Kosice faceva parte del primo gruppo, poi, dal 1998, è entrata di diritto nel secondo. Situata nel sud est della Slovacchia, è stata testimone della prima clamorosa vittoria europea della mia squadra di hockey, quell’HC Ambrì-Piotta che alla fine del secolo scorso ha saputo mettere le mani su addirittura tre coppe europee. E tutto questo nonostante non sia riuscito a vincere nemmeno una volta il titolo nazionale nei suoi 77 anni di vita. Stranezze dello sport. Ma torniamo in Slovacchia, con i suoi 240’000 abitanti, Kosice è la seconda città del paese e al momento di saltare sul treno qualche weekend fa della città non sapevo molto di più. Se essere stata sede di un evento sportivo quasi 16 anni fa non è forse motivo sufficiente per andare a visitarla, il fatto di trovarsi a poche ore da Eger mi ha convinto a dedicarle un paio di giorni.

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Adesso, se penso a Košice, ricordo l’eleganza e i colori della via principale. Ricordo un’infinità di scalini e corridoi oscuri. Merda di piccione, piume e polvere in alto, solo polvere e oscurità sottoterra. Adesso, Košice è legata per sempre a Trebišov perché le ho conosciute assieme.

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Nel 2013 Kosice è stata Capitale europea della Cultura

La via centrale ha una particolare forma di canoa, le strette estremità si allargano per fare posto al monumento principe della città, la cattedrale di Santa Elisabetta. Davanti alla cattedrale si trova il teatro e tutt’attorno il viaggiatore è colpito a un mix di storia e modernità: il primo piano delle case appartenenti alla borghesia locale ha mantenuto il suo aspetto originale, mentre che a pianterreno i negozi alla moda attirano i turisti.

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Tutte le visite della città iniziano o finiscono alle porte della più grande catterale gotica della nazione. Non si scappa. Grazie a contatti di Ján, il mio host, abbiamo potuto visitare fino all’ultimo angolino del tempio.  Nella cripta dello stesso è sepolto Ferenc Rákóczy – eroe nazionale ungherese – che ha combattuto contro gli Asburgo all’inizio del XVIII secolo. Dalla cripta alla cima della torre, è stata solo questione di scalini, molti scalini. Da qui si può vedere perfettamente la forma originale della strada e le colline che circondano Košice e formano una periferia di grandi blocchi di cemento in perfetto stile comunista.

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L’anno scorso Košice si è spartita con Marsiglia il ruolo di Capitale europea della cultura e grazie ai finanziamenti ricevuti ha rispolverato il suo centro storico come meglio non avrebbe potuto. Ma andiamo avanti con la visita. Acanto alla cattedrale troviamo un altro gioello architettonico, la cappella di San Michele. Ancora una volta Couchsurfing mi ha permesso di arrivare dove il turista non arriva, in questo caso alle catacombe della cappella, luogo che mi sento di sconsigliare ai claustrofobici.

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Sempre in centro, ma nascosta tra i vecchi edifici di Košice, c’è un’altra importante via cittadina, quella degli artigiani. Al giorno d’oggi solo un paio di locali vanno avanti a produrre artiginato come in passato, il resto è occupato da bar e piccoli caffè. Per non dimenticare le tradizioni, in terra, alcuni dischetti d’argento suggeriscono al forastiero cosa si lavorava nei vari negozietti.

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Košice è stata senz’altro una bella scoperta, sono uscito di casa senza grandi aspettative e sono tornato positivamente sopreso d’aver conosciuto una città molto interessante. Ma, come ho già detto, la trasferta è stata un successo soprattutto grazie alle persone che ho conosciuto in Slovacchia: Ján, Jaros, Betty, Dzugy e Karolina. Couchsurfers, neo Couchsurfers, genitori di Couchsurfers,… ho visitato monumenti, è vero, ma sono tornato anche con una triste fotografia sociale della comunità zingara e allo stesso tempo mi sono potuto avvicinare moltissimo alla storia di quel 10% della popolazione slovacca dimenticata dal governo: quegli ungheresi che dopo la Prima Guerra Mondiale si ritrovarono in un paese che non era più il loro. Gente attraversata da una frontiera, insomma.

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24/10/13 Altre dritte # , ,

Couchsurfing: una filosofia di viaggio

Couchsurfing: una filosofia di viaggio

Ogni viaggio ci invita a riflettere, scrivere e descrivere. Lungo il cammino si creano situazioni e momenti che vale la pena mettere in evidenza e che resteranno impressi nella nostra memoria per anni. L’autobus, per me, è una delle vie più dirette per avvicinarmi a scoprire la realtà e l’ambiente che sto visitando; è una fonte infinita di storie e aneddoti. In ogni caso, non solo in strada o in giro per una città viviamo la nostra avventura, ma pure in quei momenti in cui sentiamo il bisogno di riposare, rilassarci e dormire. Che sia un ostello, un camping o una casa privata, poco importa. Questo post lo voglio dedicare proprio a un progetto legato con quest’ultima alternativa: Couchsurfing. Per quelli completamente estranei a questo concetto, Couchsurfing è una comunità di viaggiatori che attraverso un profilo online mette a disposizione di altri membri un posto dove dormire. Inoltre, c’è chi si offre per fare da guida nella sua città o anche solo per bere qualcosa e dare qualche informazione utile su un determinato posto. Avere un divano libero non è né una prerogativa per essere accettati, né un obbligo, come ho detto, ci sono diversi modi di far parte di questo mondo. Ma torniamo allo scambio di divano (couch in inglese) che è un po’ la base del progetto. Mettiamo che presto visiterò Londra e mi si presentano due problemi: non conosco nessuno nella città e il mio budget è piuttosto limitato. Grazie al mio profilo in Couchsurfing.org posso porre rimedio a entrambi i problemi facilmente. Prima di tutto, cerco tra i membri che vivono nella capitale britannica quelli che hanno i miei stessi hobby o con i quali penso di poter andare d’accordo. Fatto questo, gli scrivo una “richiesta di divano” il più personale possibile (fa sempre piacere ed è molto più efficace). Se questa persona è disponibile e pensa che potremmo divertirci assieme mi risponderà accettando la richiesta e di colpo avrò un posto dove dormire e un amico con cui godermi la città. Questi, a poche parole, sono i passi da seguire. Per ulteriori informazioni rispetto al progetto e per una spiegazione più dettagliate del suo funzionamento, alla fine del post vi lascio un paio di indirizzi che fanno al caso vostro.    

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La filosofia di Couchsurfing (o del couchsurfer, nome con cui si conosce un membro del gruppo), va oltre il mero fatto di dormire gratis. Non si tratta solamente di risparmiare i soldi dell’alloggio, ma di fare uno scambio culturale interessantissimo e di un’occasione per farsi nuovi amici un giro per il mondo. Spesso le amicizie nate in questo modo continuano dopo il viaggio. È curioso come a volte ci si ritrovi a condividere un momento con gente che a prima vista non ha nulla in comune con noi. Per quello che mi riguarda, non ho mai incontrato nessuno che pur differente che fosse – d’età, condizione sociale, orientazione sessuale,… – non avesse qualche storia interessante da raccontare. In dei conti, una cosa è sicura, il couchsurfer ti dà sicurezza, ti aiuta quando ne hai bisogno e, soprattutto, fa in modo che tu viva il viaggio in una forma differente da quella più convenzionale. In ogni caso, non sarebbe giusto pensare che tutti i membri della comunità condividano appieno questa filosofia. Come in ogni cosa, per straordinaria che sia, anche qui esistono delle mele marce, gente che cerca di approfittare della disponibilità degli altri solo per non pagare una camera d’albergo o che confonde questo progetto con una pagina per incontri sessuali. Questi, per fortuna, costituiscono solo una minima parte dei membri.

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Personalmente, sono membro di Couchsurfing da più di quattro anni. La prima volta che lo usai fu a Santander in Spagna e da quel giorno ho cambiato parecchio la mia forma di vivere i viaggi. Non sempre prendo contatto con gente della pagina perché non tutte le persone che viaggiano con me condividono questo stile di viaggiare, frenate, secondo me, piuttosto dalla mancanza d’esperienza che da una ragione concreta. Nei mesi che passai in America Centrale quest’anno organizzai diversi viaggi e visto che sapevo che sarei partito da solo, mi sono messo in contatto con alcuni couchsurfers delle città che avevo in programma di visitare: in alcuni casi ho avuto fortuna, in altri meno. Comunque, sono rimasto positivamente sorpreso dalla velocità di risposta di certi membri; avevo appena mandato le mie richieste e un attimo avevo già tre divani a disposizione a Guatemala City e due a San Pedro Sula. A Panama City passò la stessa cosa e in un mese in Colombia dormii sono una notte in ostello. Lo stesso giorno che mandai le richieste di couch una ragazza si è offerta di accompagnarmi a La Antigua. Altri mi hanno accompagnato in auto a stazioni del bus e aeroporti o sono venuti a prendermi di notte da qualche parte. Sono da poche settimane negli USA ma ho già avuto la fortuna di conoscere qualche csurfers che non hanno fatto altro che confermare tutte le cose positive che vi sto raccontando su questa comunità. Spesso passo dall’uscire di casa in compagnia solo della mia Nikon ad avere qualcuno al mio fianco quasi in tutte le tappe del viaggio. Fantastico, no?

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Per completare il post e renderlo un po’ originale ho chiesto un piccolo favore ad alcuni degli amici conosciuti nel viaggio che ho fatto a Pasqua in Guatemala, Belize e Honduras grazie a Couchsurfing. Quello che volevo da loro era che spiegassero cosa pensano di questa filosofia di viaggio e che raccontassero un aneddoto vissuto con qualche couchsurfer. Astrid, di Guatemala City, e David, di San Pedro Sula, hanno risposto così:

Astrid (26 anni): Couchsurfing è un movimento composto di persone di tutto il mondo che condividono la stessa filosofia di vita: viaggiare. Questo è il vero trait d’union tra persone con interessi diversi e origini etniche e culturali differenti: il viaggio come essenza dell’apprendimento e crescita personale. Nel mio caso, mi ha dato l’opportunità di conoscere molte persone interessanti che probabilmente non avrei conosciuto fuori da Couchsurfing.

Finora non ho avuto l’occasione di essere ospitata da un altro couchsurfer. Comunque, ho ospitato diversi membri e con altrettanti sono andata a bere un caffè o una birretta. Una volta è venuto a casa mia un ragazzo tedesco che lavorava in un’importante banca del suo paese; a prima vista eravamo abbastanza differenti e senza molte cose in comune, ma alla fine si è rivelata essere una delle migliori esperienze. Io ho imparato molto sul sistema bancario, lui ha conosciuto la mia famiglia e ha potuto approfittare dei nostri consigli per visitare luoghi che non avrebbe di certo conosciuto con un viaggio organizzato. Tutte le esperienze sono state molte diverse tra loro, ma ognuna è stata interessantissima e arricchente.

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Ciao a tutti, sono David Diaz (28 anni), nella mia città mi conoscono come don “Dfotografo”. Come avrete capito, mi dedico alla fotografia. Qualcuno si starà chiedendo: “E questo cosa centra con Couchsurfing?”

Prima di raccontarvi l’aneddoto più importante della mia vita, e spiegarvi il legame tra la fotografia, i miei viaggi e Couchsurfing, vi voglio spiegare brevemente cosa vuole dire essere un couchsurfer: secondo me significa aprire la porta di casa tua, ma anche quella del tuo cuore, a gente che sta viaggiando.

La mia vita si è arricchita con la messa in pratica di questo concetto, difatti ho ospitato circa 200 persone, tra le quali un paio di matti, un Babbo Natale e un… “mani appiccicose” (eheh!). A parte questi elementi ho ospitato le persone più interessanti, educate e felici del mondo. E molti ora sono miei grandi amici.

Ogni conversazione, ogni cena cucinata, ogni chiacchierata notturna o camminata in montagna mi ha convertito in quello che sono oggi. Uno dei miei couchsurfers preferiti fu in inglese chiamato Greg Hardes, che m’introdusse nel magico mondo della foto, mi aprì le porte di casa sua a Londra e mi diede dei consigli fotografici utilissimi che sfruttai otto mesi più tardi, quando uscii dal mondo aziendale in Panama per entrare nella crisi economica del mio paese, durante il famoso colpo di stato del 2009. Senza lavoro, decisi di mettere in piedi una piccola impresa di fotografia (nella quale il mio capo è il migliore del mondo, il più bello… ehm sì, sono io! eheheh). 

Grazie a tutto questo, una persona normale che aprì la porta di casa sua e del suo cuore a un gruppo di viaggiatori pazzi in Couchsurfing, crebbe moltissimo culturalmente e cambiò il suo stile di vita e il suo lavoro. Questo è stato il mio ciclo di vita naturale, una parte fondamentale di me.

Le persone come Astrid e David sono quelle che permettono a Couchsurfing di essere una comunità credibile e straordinaria che permette di viaggiare in maniera alternativa. Il progetto, in pratica, non ha confini. Se entrate nella pagina ufficiale vedrete come è possibile trovare un tetto e un divano in qualsiasi parte del pianeta: da Manhattan alla Patagonia; da Locarno in Svizzera all’Africa, l’Asia e l’Australia. E voi, cosa state aspettando per entrare a far parte del gruppo di viaggiatori più grande e solidale del mondo?

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I dieci comandamenti di Couchsurfing. O, guida pratica ed etica affinché la comunità vi adori:

1. Crea un profilo (è totalmente gratis) in Couchsurfing.org;

2. Completa il profilo personale (più informazioni dai, più possibilità avranno le tue richieste di essere accettate);

3. Cerca i csurfers che ti interessa contattare (leggi completamente i vari profili);

4. Invia una richiesta (quanto più personale, meglio è; cerca di evitare i messaggi impersonali e “copia-incolla”). È consigliabile inviare almeno cinque richieste per città;

5. In caso di risposta positiva, prendi contatto con il futuro host per confermare il tuo arrivo (e eventualmente fatti dare un numero di teléfono, un indirizzo, ecc.);

6. Una volta che avrai finito il tuo viaggio non dimenticarti di lasciare un breve feedback della tua esperienza nella pagina del tuo host. Anche questo è molto importante;

7. Se ricevi una richiesta, prima di accettarla o rifiutarla, leggi bene il profilo di chi ti scrive; anche se non puoi ospitare nessuno in quelle date, rispondi alle richieste e ai messaggi. I viaggiatori che ti scrivono stanno aspettando un segnale di vita;

8. Entra in gruppi di discussione per conoscere nuova gente della tua città, partecipare a evento mentre sei in viaggio, ecc.;

9. Mantieni aggiornato il tuo profilo (pubblica qualche foto, aggiungi i couchsurfers che hai conosciuto,…);

10. Vivi al massimo i tuoi viaggi!

Siti utili

Pagina ufficiale:
www.couchsurfing.org

Gruppi di CS in Facebook (questi sono quelli che seguo io, ma ce ne sono molti altri):

Couchsurfing

Couchsurfing America Latina

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25/08/13 Costa Rica # , , ,

20h a San José: l’essenziale e un paio di birre

20h a San José: l’essenziale e un paio di birre

Il viaggio da Managua a San José è andato senza particolari problemi, a parte forse per i due dementi – mamma e figlio – seduti dietro di me e per l’aria condizionata guasta (è la seconda volte su due viaggi di questo tipo che l’aria non funziona). Proprio non mi convincono queste compagnie centroamericane che dicono di offrire un servizio di lusso ma che poi all’ora della verità non rispettano mai le promesse. Vabbè. Continua a leggere

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