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Altre dritte

21/10/16 Altre dritte , Cina , Mongolia # , , , , , ,

Che vestiti mettere nello zaino per fare la Transiberiana

Che vestiti mettere nello zaino per fare la Transiberiana

Come viaggiare in Russia in inverno senza morire nell’intento

Ricordo che la preparazione dello zaino per il viaggio in Russia dell’inverno dl 2015 mi causò diversi mal di testa e mi prese più tempo del solito. L’informazione online non sempre coincideva e io non avevo proprio intenzione do arrivare a Mosca alla metà di gennaio impreparato. Continua a leggere

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07/10/16 Altre dritte # , , , ,

Come dormire gratis in viaggio

Come dormire gratis in viaggio

Workaway e HelpX

L’alloggio è senza dubbio uno dei costi maggiori di un viaggio. In Paesi come gli Stati Uniti, la Svizzera o gli Emirati Arabi, trovare un ostello economico può trasformarsi in un vero incubo. Ma non tutto è perduto, perché oltre alle sistemazioni classiche, esistono diverse alternative che permettono di risparmiare sull’alloggio. Continua a leggere

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16/09/16 Altre dritte # , ,

Cosa mettere nello zaino per un viaggio

Cosa mettere nello zaino per un viaggio

Premessa: Non è la prima volta che pubblico una lista di cose da mettere nello zaino quando partiamo per un viaggio, era già successo all’inizio del 2014. Più di un anno e mezzo più tardi e un bel po’ di km con lo zaino in spalla in più, mi sono accorto che quella prima lista non aveva più senso. Ecco quindi la mia guida (forse) definitiva su cosa mettere nello zaino Continua a leggere

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24/10/14 Altre dritte , Riflessioni # , , , ,

Tre proposte per guadagnare viaggiando

Tre proposte per guadagnare viaggiando

Viaggiare, come altre attività, richiede una preparazione e un “allenamento pratico” continui. A viaggiare si impara viaggiando. Ma si impara anche “studiando” altri viaggiatori, ascoltandoli, leggendo quello che scrivono e seguendone le orme. Nella mia testa l’evoluzione di un viaggiatore è rappresentata da una scala verso l’infinito, una di quelle a chiocciola per intenderci, di cui non si vede mai la fine. Quante più esperienze facciamo, più scalini saliamo. In questa Scala del viaggio ogni scalino riserva qualcosa di diverso ad ognuno di noi, e quanto più in alto vogliamo arrivare dipende soltanto da noi stessi.

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06/01/14 Altre dritte #

M di “Me lo porto o non me lo porto? Questo è il problema”

M di “Me lo porto o non me lo porto? Questo è il problema”

 N.B.: Una versione di questo post l’avevo pubblicata un anno fa, prima di partire per il Nicaragua. Comunque, a causa del trasloco al nuovo server e della revisione generale dell’estate scorsa, il post è rimasto parcheggiato in una cartella del PC. Lo rispolvero (miglioro e modifico un po’) completando la lista estiva con sciarpe e giacconi di cui sicuramente avrò bisogno in Ungheria.

***

Il ritornello è sempre lo stesso: quando arriva il momento di preparare lo zaino ci troviamo di fronte a una serie di oggetti che non sappiamo se portarci con noi o no. Quante paia di pantaloni, quante magliette, che accessori fotografici; sacco a pelo sì, sacco a pelo no e via di seguito. Siccome nei giorni scorsi mi è toccata una “preparazione bagagli” notevole, ho pensato di dedicargli un post che spero possa servire anche ad altri. Sono appena arrivato in Ungheria dove rimarrò per i prossimi cinque mesi. Un po’ come successo l’anno scorso a Managua, avrò una base (dove tra l’altro lavorerò) e da lì partirò alla scoperta del paese i weekend e durante le feste.

Di modi e stili per preparare i bagagli ce ne sono molti, ma prima ancora di iniziare a tirar fuori le cose dall’armadio bisogna vedere a che categoria di viaggiatori apparteniamo: quelli che si portano dietro valige o quelli che viaggiano zaino in spalla. Sicuro del fatto che la selezione darwiniana estinguerà i primi, qui guardiamo agli ultimi.

La prima e importantissima cosa da scegliere è il tipo di zaino che ci accompagnerà nelle nostre avventure. Pensate che ci staremo portando dietro lo zaino praticamente sempre: sia per poco tempo – tipo dall’ostello all’aeroporto -, che per ore – visitando qualche posto.

Questa è la mia flotta personale:

Deuter 80 (litri): è enorme. Questa è la sua più grande virtù e il suo peggior difetto. Di solito lo uso per muovere grandi quantità di cose da un posto all’altro, una il primo e l’ultimo giorno di viaggio, quando so che starò in un posto fisso per qualche mese (tipo a Managua e a Eger). È uno zaino buonissimo (e piuttosto caro), ma un po’ scomodo da avere in spalla spesso. Le ragioni sono due: come detto, è enorme e se lo riempissimo del tutto ci romperemmo le ossa dopo pochi passi. Se abbiamo con noi solo lo stretto indispensabile, invece, sarebbe praticamente vuoto, e quindi un po’ inutile.

Quechua 60: da ormai due anni mi accompagna in giro per l’Europa e il mondo, e il rapporto qualità-prezzo è eccezionale. Forse non ha lo schienale più comodo del mondo, ma posso assicurare che in generale è una bomba. Ci sta di tutto e anche piena piena ho potuto usarlo come bagaglio a mano in tutti gli aerei che ho preso. Il mio must.

Deuter 10: viene in pack con suo fratello maggiore, e fondamentalmente funge da day bag. Più volte l’ho usato per viaggi corti di un weekend o poco più. Il problema è che se abbiamo un’attrezzatura fotografica ingombrante non resta molto spazio. Riesce comunque ancora a sorprendermi e da diverso tempo me lo porto dietro praticamente tutti i giorni. Fondamentale.

Quechua 15 ultralight: è un plus, se avete già un day back questa la potete usare per la biancheria sporca. È uno zainetto di tela, senza molte pretese ma che può venir utile se si viaggia con uno zaino da 40 o 60 e non lo si vuole usare durante il giorno. Si difende.

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E ora viene la seconda parte, la più incasinata di tutto il procedimento: selezionare le cose da mettere nello zaino e quelle che resteranno al caldo di casa. Per semplificare le cose, userò una tabella con tutto quello che mi porto dietro di solito. Fate comunque conto che sei mesi in America centrale in estate non richiedono lo stesso equipaggiamento di sei mesi in Ungheria in inverno, ovviamente. Così come lo zaino di una ragazza non sarà uguale a quello di un ragazzo. Infine, ecco qui la mia lista:

Scarpe e vestiti

Scarpe da montagna
Scarpe per camminare
Scarpe da ginnastica Solo come alternativa alle altre due.
Infradito Per spiaggia, “casa” e doccia.
Calzini
Boxer
Pantaloni lunghi Quelli leggeri in estate sono perfetti, e asciugano velocemente.
Panataloni da turista Quelli brutti che si possono “accorciare”. A volte sono comodi.
Pantaloni corti
Magliette
Calzoncini Per dormire e/o fare sport
Pullover
Longsleeves
K-way
Pile
Costume da bagno

ü  Documenti

Passaporto
Carta d’identità
Vaccinazioni
Carta assicurazione
Carte di credito/debito
Patente
Patente internazionale
Dollari o euro
Mappetta impermeabile
Visti
Fotocopie documenti importanti
Portadocumenti a cintura

ü  Diversi

Occhiali da sole
Carte
Tappi per dormire
Coltellino Per risolvere qualsiasi imprevisto alla Mc Giver
Posate
Sacchi di plastica/tela Per le scarpe e la biancheria sporca.
Torcia
Adattatore Uno universale o uno specifico del posto dove andremo.
Indirizzi utili
Orologio
Cartine
Biglietti aereo, bus, treno, …
Sacco a pelo
Corda Per stendere i vestiti, per esempio.
Foto da regalare Foto di casa da regalare tipo souvenir alla gente che conosceremo durante il viaggio. Utile soprattutto se si viaggia con Couchsurfing. Potrebbe essere qualsiasi altra cosa, ma le foto occupano poco posto.
Lucchetti

ü  Igiene personale e salute

Necessaire
Gillette
Spazzolino
Dentifricio
Deodorante
Shampoo Meglio se gel e shampoo in uno, per risparmiare spazio.
Contenitore lenti
Lenti giornaliere Comode quando ci si muove molto e magari non ci si può portare dietro il liquido per le lenti.
Liquido lenti Liquido lenti
Lenti Lenti
Occhiali Occhiali
Carta igienica Meglio prevenire che curare
Burrocacao
Asciugamano Di quelli che si asciugano in fretta e tengono pochissimo posto nello zaino.
Tagliaunghie
Q-tips
Talco Per evitare soffri menti atroci ai vicini di letto o posto su bus, treno, aereo, …
Fazzoletti
Crema
Medicine
Cerotti
Preservativi

Computer e telefono

Portatile
Caricatore
HD esterno Per avere una copia di sicurezza delle foto o per portarci dietro musica e non caricare troppo la memoria del portatile.
USB
Microfono con cuffiette Per usare Skype senza che tutti sentano le nostre chiamate.
Scansione doc importanti Possono servire in caso di perdita dell’originale (o dell’eventuale fotocopia).
Cellulare A dipendenza della destinazione, eviterei di portare telefoni all’ultimo grido (o almeno cercherei di non farlo notare troppo…). Un’altra opzione è comprarlo direttamente sul posto.
Caricatore telefono

Foto

Macchina fotografica
Caricatore
Batteria
Obiettivi extra
Memoria

Musica e libri

Kindle Che volete che vi dica, non può competere con il libro classico quasi in niente, ma in comodità vince senza dubbio.
Caricatore Kindle
Mp4
Caricatore Mp4
Cuffiette
Guida
Bloc-notes
Penna

P.S.: Alcune cose è più comodo comprarle direttamente sul posto (crema da sole, antizanzare, …), altre non sono vitali (schiuma da barba, scarpe da ginnastica, …) e altre ancora siamo obbligati a comprarle una volta a destinazione (come è il caso del numero di cellulare locale o di alcune valute estere). Come dicevo all’inizio, un’altra cosa da prendere in considerazione è che uomini e donne hanno necessità differenti e quindi bagagli differenti.

Come sempre, sono più che benvenuti commenti e critiche. L’idea è quella di creare una lista il più completa possibile da mettere in pdf e poter scaricare e usare.

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24/10/13 Altre dritte # , ,

Couchsurfing: una filosofia di viaggio

Couchsurfing: una filosofia di viaggio

Ogni viaggio ci invita a riflettere, scrivere e descrivere. Lungo il cammino si creano situazioni e momenti che vale la pena mettere in evidenza e che resteranno impressi nella nostra memoria per anni. L’autobus, per me, è una delle vie più dirette per avvicinarmi a scoprire la realtà e l’ambiente che sto visitando; è una fonte infinita di storie e aneddoti. In ogni caso, non solo in strada o in giro per una città viviamo la nostra avventura, ma pure in quei momenti in cui sentiamo il bisogno di riposare, rilassarci e dormire. Che sia un ostello, un camping o una casa privata, poco importa. Questo post lo voglio dedicare proprio a un progetto legato con quest’ultima alternativa: Couchsurfing. Per quelli completamente estranei a questo concetto, Couchsurfing è una comunità di viaggiatori che attraverso un profilo online mette a disposizione di altri membri un posto dove dormire. Inoltre, c’è chi si offre per fare da guida nella sua città o anche solo per bere qualcosa e dare qualche informazione utile su un determinato posto. Avere un divano libero non è né una prerogativa per essere accettati, né un obbligo, come ho detto, ci sono diversi modi di far parte di questo mondo. Ma torniamo allo scambio di divano (couch in inglese) che è un po’ la base del progetto. Mettiamo che presto visiterò Londra e mi si presentano due problemi: non conosco nessuno nella città e il mio budget è piuttosto limitato. Grazie al mio profilo in Couchsurfing.org posso porre rimedio a entrambi i problemi facilmente. Prima di tutto, cerco tra i membri che vivono nella capitale britannica quelli che hanno i miei stessi hobby o con i quali penso di poter andare d’accordo. Fatto questo, gli scrivo una “richiesta di divano” il più personale possibile (fa sempre piacere ed è molto più efficace). Se questa persona è disponibile e pensa che potremmo divertirci assieme mi risponderà accettando la richiesta e di colpo avrò un posto dove dormire e un amico con cui godermi la città. Questi, a poche parole, sono i passi da seguire. Per ulteriori informazioni rispetto al progetto e per una spiegazione più dettagliate del suo funzionamento, alla fine del post vi lascio un paio di indirizzi che fanno al caso vostro.    

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La filosofia di Couchsurfing (o del couchsurfer, nome con cui si conosce un membro del gruppo), va oltre il mero fatto di dormire gratis. Non si tratta solamente di risparmiare i soldi dell’alloggio, ma di fare uno scambio culturale interessantissimo e di un’occasione per farsi nuovi amici un giro per il mondo. Spesso le amicizie nate in questo modo continuano dopo il viaggio. È curioso come a volte ci si ritrovi a condividere un momento con gente che a prima vista non ha nulla in comune con noi. Per quello che mi riguarda, non ho mai incontrato nessuno che pur differente che fosse – d’età, condizione sociale, orientazione sessuale,… – non avesse qualche storia interessante da raccontare. In dei conti, una cosa è sicura, il couchsurfer ti dà sicurezza, ti aiuta quando ne hai bisogno e, soprattutto, fa in modo che tu viva il viaggio in una forma differente da quella più convenzionale. In ogni caso, non sarebbe giusto pensare che tutti i membri della comunità condividano appieno questa filosofia. Come in ogni cosa, per straordinaria che sia, anche qui esistono delle mele marce, gente che cerca di approfittare della disponibilità degli altri solo per non pagare una camera d’albergo o che confonde questo progetto con una pagina per incontri sessuali. Questi, per fortuna, costituiscono solo una minima parte dei membri.

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Personalmente, sono membro di Couchsurfing da più di quattro anni. La prima volta che lo usai fu a Santander in Spagna e da quel giorno ho cambiato parecchio la mia forma di vivere i viaggi. Non sempre prendo contatto con gente della pagina perché non tutte le persone che viaggiano con me condividono questo stile di viaggiare, frenate, secondo me, piuttosto dalla mancanza d’esperienza che da una ragione concreta. Nei mesi che passai in America Centrale quest’anno organizzai diversi viaggi e visto che sapevo che sarei partito da solo, mi sono messo in contatto con alcuni couchsurfers delle città che avevo in programma di visitare: in alcuni casi ho avuto fortuna, in altri meno. Comunque, sono rimasto positivamente sorpreso dalla velocità di risposta di certi membri; avevo appena mandato le mie richieste e un attimo avevo già tre divani a disposizione a Guatemala City e due a San Pedro Sula. A Panama City passò la stessa cosa e in un mese in Colombia dormii sono una notte in ostello. Lo stesso giorno che mandai le richieste di couch una ragazza si è offerta di accompagnarmi a La Antigua. Altri mi hanno accompagnato in auto a stazioni del bus e aeroporti o sono venuti a prendermi di notte da qualche parte. Sono da poche settimane negli USA ma ho già avuto la fortuna di conoscere qualche csurfers che non hanno fatto altro che confermare tutte le cose positive che vi sto raccontando su questa comunità. Spesso passo dall’uscire di casa in compagnia solo della mia Nikon ad avere qualcuno al mio fianco quasi in tutte le tappe del viaggio. Fantastico, no?

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Per completare il post e renderlo un po’ originale ho chiesto un piccolo favore ad alcuni degli amici conosciuti nel viaggio che ho fatto a Pasqua in Guatemala, Belize e Honduras grazie a Couchsurfing. Quello che volevo da loro era che spiegassero cosa pensano di questa filosofia di viaggio e che raccontassero un aneddoto vissuto con qualche couchsurfer. Astrid, di Guatemala City, e David, di San Pedro Sula, hanno risposto così:

Astrid (26 anni): Couchsurfing è un movimento composto di persone di tutto il mondo che condividono la stessa filosofia di vita: viaggiare. Questo è il vero trait d’union tra persone con interessi diversi e origini etniche e culturali differenti: il viaggio come essenza dell’apprendimento e crescita personale. Nel mio caso, mi ha dato l’opportunità di conoscere molte persone interessanti che probabilmente non avrei conosciuto fuori da Couchsurfing.

Finora non ho avuto l’occasione di essere ospitata da un altro couchsurfer. Comunque, ho ospitato diversi membri e con altrettanti sono andata a bere un caffè o una birretta. Una volta è venuto a casa mia un ragazzo tedesco che lavorava in un’importante banca del suo paese; a prima vista eravamo abbastanza differenti e senza molte cose in comune, ma alla fine si è rivelata essere una delle migliori esperienze. Io ho imparato molto sul sistema bancario, lui ha conosciuto la mia famiglia e ha potuto approfittare dei nostri consigli per visitare luoghi che non avrebbe di certo conosciuto con un viaggio organizzato. Tutte le esperienze sono state molte diverse tra loro, ma ognuna è stata interessantissima e arricchente.

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Ciao a tutti, sono David Diaz (28 anni), nella mia città mi conoscono come don “Dfotografo”. Come avrete capito, mi dedico alla fotografia. Qualcuno si starà chiedendo: “E questo cosa centra con Couchsurfing?”

Prima di raccontarvi l’aneddoto più importante della mia vita, e spiegarvi il legame tra la fotografia, i miei viaggi e Couchsurfing, vi voglio spiegare brevemente cosa vuole dire essere un couchsurfer: secondo me significa aprire la porta di casa tua, ma anche quella del tuo cuore, a gente che sta viaggiando.

La mia vita si è arricchita con la messa in pratica di questo concetto, difatti ho ospitato circa 200 persone, tra le quali un paio di matti, un Babbo Natale e un… “mani appiccicose” (eheh!). A parte questi elementi ho ospitato le persone più interessanti, educate e felici del mondo. E molti ora sono miei grandi amici.

Ogni conversazione, ogni cena cucinata, ogni chiacchierata notturna o camminata in montagna mi ha convertito in quello che sono oggi. Uno dei miei couchsurfers preferiti fu in inglese chiamato Greg Hardes, che m’introdusse nel magico mondo della foto, mi aprì le porte di casa sua a Londra e mi diede dei consigli fotografici utilissimi che sfruttai otto mesi più tardi, quando uscii dal mondo aziendale in Panama per entrare nella crisi economica del mio paese, durante il famoso colpo di stato del 2009. Senza lavoro, decisi di mettere in piedi una piccola impresa di fotografia (nella quale il mio capo è il migliore del mondo, il più bello… ehm sì, sono io! eheheh). 

Grazie a tutto questo, una persona normale che aprì la porta di casa sua e del suo cuore a un gruppo di viaggiatori pazzi in Couchsurfing, crebbe moltissimo culturalmente e cambiò il suo stile di vita e il suo lavoro. Questo è stato il mio ciclo di vita naturale, una parte fondamentale di me.

Le persone come Astrid e David sono quelle che permettono a Couchsurfing di essere una comunità credibile e straordinaria che permette di viaggiare in maniera alternativa. Il progetto, in pratica, non ha confini. Se entrate nella pagina ufficiale vedrete come è possibile trovare un tetto e un divano in qualsiasi parte del pianeta: da Manhattan alla Patagonia; da Locarno in Svizzera all’Africa, l’Asia e l’Australia. E voi, cosa state aspettando per entrare a far parte del gruppo di viaggiatori più grande e solidale del mondo?

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I dieci comandamenti di Couchsurfing. O, guida pratica ed etica affinché la comunità vi adori:

1. Crea un profilo (è totalmente gratis) in Couchsurfing.org;

2. Completa il profilo personale (più informazioni dai, più possibilità avranno le tue richieste di essere accettate);

3. Cerca i csurfers che ti interessa contattare (leggi completamente i vari profili);

4. Invia una richiesta (quanto più personale, meglio è; cerca di evitare i messaggi impersonali e “copia-incolla”). È consigliabile inviare almeno cinque richieste per città;

5. In caso di risposta positiva, prendi contatto con il futuro host per confermare il tuo arrivo (e eventualmente fatti dare un numero di teléfono, un indirizzo, ecc.);

6. Una volta che avrai finito il tuo viaggio non dimenticarti di lasciare un breve feedback della tua esperienza nella pagina del tuo host. Anche questo è molto importante;

7. Se ricevi una richiesta, prima di accettarla o rifiutarla, leggi bene il profilo di chi ti scrive; anche se non puoi ospitare nessuno in quelle date, rispondi alle richieste e ai messaggi. I viaggiatori che ti scrivono stanno aspettando un segnale di vita;

8. Entra in gruppi di discussione per conoscere nuova gente della tua città, partecipare a evento mentre sei in viaggio, ecc.;

9. Mantieni aggiornato il tuo profilo (pubblica qualche foto, aggiungi i couchsurfers che hai conosciuto,…);

10. Vivi al massimo i tuoi viaggi!

Siti utili

Pagina ufficiale:
www.couchsurfing.org

Gruppi di CS in Facebook (questi sono quelli che seguo io, ma ce ne sono molti altri):

Couchsurfing

Couchsurfing America Latina

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