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ottobre 7, 2016 at 11:00 am

Come dormire gratis in viaggio

Come dormire gratis in viaggio

Workaway e HelpX

L’alloggio è senza dubbio uno dei costi maggiori di un viaggio. In Paesi come gli Stati Uniti, la Svizzera o gli Emirati Arabi, trovare un ostello economico può trasformarsi in un vero incubo. Ma non tutto è perduto, perché oltre alle sistemazioni classiche, esistono diverse alternative che permettono di risparmiare sull’alloggio. Personalmente, sono un fervente seguace di Couchsurfing, una specie di fanatico di questa comunità online che raggruppa oltre 10 milioni di membri in giro per il pianeta e che da anni mi regala esperienze fantastiche. Su Couchsurfing – fondamentalmente, dormire in casa di sconosciuti- ho pubblicato una breve guida in cui potrete leggere anche la testimonianza di alcune delle persone che mi hanno ospitato nel corso degli anni. Un altro modo di dormire “gratis” mentre siamo in viaggio è scambiando qualche ora di lavoro in un ostello, un ristorante o, addirittura, in una casa privata. Tutto questo si traduce in due siti web: uno più datato e visualmente basico, HelpX, e l’altro più moderno e intuitivo, Workaway.

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Come funzionano HelpX e Workaway?

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Il funzionamento di queste due comunità è molto semplice. In entrambi i casi, il primo passo da fare è creare un profilo personale il più completo possibile con i nostri dati, una nostra foto e i nostri programmi di viaggio. Per attivare il profilo e accedere così alla lista completa degli hosts -tutti quelli che sono disposti a ospitarvi- e, soprattutto, a tutti i contatti per potersi mettere in contatto con oro, bisogna pagare una tassa d’iscrizione. L’iscrizione a HelpX costa 20 euro e vale 2 anni, mentre Workaway chiede 22 euro per lo stesso periodo e 29 euro nel caso vi iscriviate in coppia).

Nei due siti è possibile fare una ricerca per Paese o “area d’interesse” (ostelli, ristoranti, babysitting, scambio linguistico, …). Una volta che avrete selezionato gli hosts che vi interessano di più dovrete solamente scrivergli un’e-mail presentandovi e spiegando perché vorreste lavorare un periodo per loro. Per esperienza personale, non scriverei con troppo anticipo agli hosts, ma scrivete a diversi, perché nel mio caso non mi hanno risposto in molti… Come regola general, la settimana lavorativa è composta da 5 giorni di 4 ore. Inoltre, molti posti oltre a un letto vi offriranno anche uno o più pasti. Calcolate che spesso gli hosts richiedono almeno una o due settimane di lavoro.

 

La mia esperienza personale con HelpX e Workaway

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Finora ho fatto due esperienze con queste due siti ed entrambe molto positive. La prima in Sri Lanka è durata un mese, mentre la seconda, a Madrid, è durata quasi due.

In entrambi i casi ho lavorato in un ostello, quello in Sri Lanka si trovava a due passi dalla spiaggia e nonostante fosse sempre pieno era ancora in fase di allestimento. La giornata tipo a Mirissa iniziava alle 8 con la pulizia della zona comune e a poco a poco con i primi check out e check-in. Fondamentalmente il mio compito era quello di accogliere gli ospiti, fargli vedere l’ostello e sbrigare tutte le questioni relative alla registrazione e al pagamento. In più si cercava di mantenere pulita la cucina (quando non ci pensavano gli ospiti). Per le pulizie vere e proprie c’era un ragazzo locale regolarmente assunto. Tecnicamente, dopo il pranzo in comune con gli altri volontari e tutti quelli che lavoravano lì, la giornata lavorativa finiva e io ero libero di andare dove volevo.

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A Madrid i compiti erano piuttosto simili, ma con gli altri volontari eravamo responsabili di tutto, dalla gestione delle riservazioni e la scelta dei prezzi delle camere alla pulizia del posto e delle lenzuola, ecc.. In questo secondo caso non avevamo dei veri e propri turni di lavoro, ma ci si gestiva liberamente tra volontari. Se uno usciva la sera, un altro restava a disposizione degli ospiti.

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Tanto in Sri Lanka che a Madrid l’ambiente di lavoro era 100% rilassato e spesso e volentieri per cena ci si riuniva con gli ospiti più socievoli per condividere il pasto, qualche storia e un buon numero di birre.

Nonostante il tipo di lavoro fosse basicamente lo stesso, per me è stato molto interessante fare entrambe le esperienze perché mi ha permesso di lavorare in contesti diversi e con ospiti un po’ diversi. Di ostelli ce ne sono tantissimi tipi diversi e il turista che visita Madrid non sempre ha le stesse caratteristiche di quello che gira lo Sri Lanka.

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Altre opzioni: Housesitting e Woofing

non volete stare in un ostello e lavorare in un bar non va al caso vostro? Preferite essere a contatto diretto con la Pachamama o volete fare un’esperienza più isolata? Allora date un’occhiata a queste altre due alternative di alloggio gratuito: Housesitting -in questo caso i padroni di casa vi lasciano al comando della casa mentre loro sono assenti- e Woofing -e che condivide lo stesso concetto di HelpX e Workaway, ma si concentra nel lavoro agricolo, le fattorie organiche e ogni sorta di progetto legato alla terra e alla natura. Io non ho ancora provato queste ultime due alternative, ma sono sicuro che San Google saprà guidarvi verso l’informazione di cui avete bisogno.

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