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ottobre 21, 2016 at 11:00 am

Che vestiti mettere nello zaino per fare la Transiberiana

Che vestiti mettere nello zaino per fare la Transiberiana

Come viaggiare in Russia in inverno senza morire nell’intento

Ricordo che la preparazione dello zaino per il viaggio in Russia dell’inverno dl 2015 mi causò diversi mal di testa e mi prese più tempo del solito. L’informazione online non sempre coincideva e io non avevo proprio intenzione do arrivare a Mosca alla metà di gennaio impreparato. Per questo, oltre al più classico post con i consigli su cosa mettere nello zaino per affrontare un viaggio “normale”, ho deciso di scrivere questo articolo per darvi una mano a preparare lo zaino prima di prendere il mitico treno transiberiano.

 

Pochi vestiti, ma di qualità

Viaggiare in inverno suppone portarsi sulle spalle più peso rispetto a un viaggio in estate e, spesso, i vestiti invernali  occupano pure più spazio. Detto questo, è bene mettere in chiaro una cosa da subito: partire per una destinazione fredda non significa portarsi 20 kg in più di bagaglio, perché, come sempre, meno peso = più libertà e più libertà = più felicità. La soluzione migliore è comprare vestiti di qualità, resistente e, soprattutto, fine e leggera. Spesso, l’abbigliamento invernale è pensato per fare sport o, comunque, attività in cui abbiamo bisogno una certa facilità di movimento. Il fattore negativo, in questo caso, è il prezzo, perché non c’è dubbio che una buona maglia termica può essere un po’ cara.

Scarpe e scarponi

Dalla qualità dei vostri scarponi dipenderà il numero di dita funzionanti che avrete ancora alla fine del viaggio. Scherzi a parte, un buon paio di scarpe è fondamentale per resistere alle temperature russe. E poi, siamo onesti, non si tratta mica solo di sopravvivere, perché in viaggio ci andiamo per goderci i posti che visitiamo, no?

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Gli inverni a cui ero abituato non sono mai stati coi tremendi da aver bisogno qualcosa in più di un paio di scarpe di cuoio. Né peletti né goretex o altre tecnologie avanzate. Ma la Russia è un’altra storia, e la Siberia o la Mongolia non parliamone nemmeno… per questo, dopo varie ricerche, ho comprato un paio di scarponi della Columbia fatti per tener caldo il piede fino a -32°. E vi assicuro che nonostante non fossero le migliori scarpe per andare in discoteca non ho sofferto il freddo in nessun momento.

Primo strato: biancheria intima

Questa è forse la parte più tecnica di tutto l’abbigliamento. Qui è d’obbligo l’uso di una maglietta termica e di un bel paio di sexy ghette termiche. I vestiti termici vanno indossati direttamente a contatto con la pelle. Se li portiamo sopra qualcos’altro non serviranno a niente. Come al solito, anche in questo caso esistono vari tipi di vestiti termici. Tra quelli di miglior qualità possiamo distinguere due materiali: la lana e il sintetico. Il primo potrebbe pizzicare un po’ a contatto con la pelle, l’altro è più facile che inizi a puzzare più velocemente. Oltre a ghette e maglia, non dimenticatevi anche un paio (o due) di calzini termici. Mettersi 4 paia di calze normali non vi aiuterà contro il freddo russo.

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Secondo strato: pantaloni e magliette

In questo caso non c’è molto da dire. Io avevo con me jeans e t-shirts normali. Non sono un fan dei jeans in viaggio, ma è il tipo di pantalone più grosso e “casual”. Se preferite, al posto di una maglietta normale, potete portarsi una maglietta a maniche lunghe.

Terzo, quarto e quinto strato: pullover, piumini e giaccone

vestiti transiberiana

La mia uniforme ufficiale era composta da: pullover di lana leggero e caldo, piumino della North Face –che assieme agli scarponi è stata la cosa più cara che ho comprato- e un inguardabile cappotto fuori moda e lungo fino  alle ginocchia. Il giaccone/cappotto non deve per forza essere brutto e fuori moda, ma sarebbe utile che fosse lungo fino alle ginocchia per coprirvi le gambe. Vi assicuro che mentre vi godete il Lago Baikal ghiacciato a meno -30° e col vento mi ringrazierete del consiglio.

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Alti accesori salvavita

Oddio mettermi i guanti. Mi trasformano in un animale goffo e rendono difficile la gestione della macchina fotografica. Sono sicuro che un porcellino con le sue zampette avrebbe meno problemi a fare foto d’inverno. Purtroppo però, l’inverno siberiano non lascia molte alternative. O imparavo velocemente a usare la macchina fotografica con i guanti o avrei scattato al massimo tre o quattro foto prima di perdere la sensibilità negli arti… una soluzione grandiosa sono i guanti di lino, finissimo e caldi. Secondo la tipa del negozio, solo con quei guanti non avrei potuto andare in giro perché erano troppo fini e alla fine mi ha convinto a comprare anche un paio di orrendi guanti tipo sci da portare sopra i primi. Risultato finale: quelli in lino erano così eccezionali che gli altri non li ho mai usati.

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Un’altra estremità che sarebbe bene coprire è la testa 🙂 di nuovo mi trovavo nella situazione di aver vissuto inverni freddi, ma non riuscivo a farmi un’idea di che freddo avrebbe fatto in Russia. Alla fine decisi di portarmi dietro una di quelle berretto tipo russo, ma made in H&M… l’idea iniziale era di vedere se sarebbe stato utile una volta arrivato in terra russa e, al limite, andare subito a comprarne uno vero. Nonostante tutti i russi che ho incontrato lungo il cammino pensassero che ero matto, il colbacco H&M ha fatto il suo sporco lavoro e la mia testa e le mie orecchie non hanno mai sofferto il freddo.

vestiti transiberiana

L’ultimo accessorio indispensabile è una buona sciarpa. Anche in questo cosa ce ne sono che tengono caldo e altre che servono solo da mettersi la domenica per andare allo stadio. Quella di lana che mi ha accompagnato lungo tutta la Transmongolica non mi ha mai deluso.

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Oltre ai vestiti potreste fare un pensierino anche a questi due plus: un thermos per avere sempre a mano un po’ di tè caldo e un paio di quelle bustine che quando si sfregano restano calde per qualche ora. Queste ultime io non le ho usate nel viaggio, ma possono far comodo a più freddolosi.

I cinque strati di cui vi ho parlato li ho portati tutti i santi giorni dalla metà di gennaio a San Pietroburgo fino all’inizio di marzo a Pechino. Partire per la Siberia e la Mongolia in inverno può sembrare una pazzia, ma nella mia testa questi luoghi sono sempre stati bianchi e freddi, e così le volevo vivere anch’io. Amen.

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